Storia
Il
nome di Capri ha due principali spiegazioni, per alcuni deriva
dal greco kàpros ovvero cinghiale, animale in passato
presente sull’isola con molti esemplari, per altri invece
deriva da Caprea cioè "isola dalle pietre aspre".

Numerosi ritrovamenti testimoniano la presenza di animali
ed uomini sin dal periodo neolitico, cosa giustificata anche
dal fatto che anticamenteCapri non fosse un’isola ma
fosse collegata alla penisola Sorrentina.
I Greci, che a partire dall’ VIII secolo A.C. insediarono
importanti colonie sulle coste della Campania, abitarono l’isola
di Capri che però ebbe un ruolo minore rispetto alle
città della costa o alla vicina isoladi Ischia. L’isola
delle sirene descritta nell’Odissea parrebbe essere
proprio Capri che sicuramente con i suoi scogli doveva essere
molto pericolosa per gli antichi naviganti. Le sirene erano
per gli antichi greci mostri metà uccello e metà
donna che con il loro canto attiravano imarinai. Per onestà
bisogna dire che Servius Marius Honoratus commentatore latino
di fine secolo IV D.C. più prosaicamente ritenesse
che le sirene fossero semplicemente prostitute che mandavano
in rovina i marinai.
Durante il periodo romano Capri divenne uno snodo importante
dell’impero. Augusto innamoratosi dell’isola la
tolse alla giurisdizione di Napoli per passarla sotto il dominio
diretto di Roma. Il suo successore, Tiberio, ereditò
dal predecessore l’amore per Capri e vi trasferì
la sua residenza per ben 10 anni.
Con la caduta dell’impero romano l’isola tornò
alle dipendenze di Napoli. I continui saccheggi dovuti ai
pirati resero l’isola molto insicura e l’imperatore
Ludovico II affidò nell’866 D.C. l’isola
agli amalfitani, suoi alleati nel contrasto ai saraceni. Di
questo periodo storico restano diverse tracce architettoniche.
Le continue scorrerie dei pirati non permisero all’isola
di svilupparsi in maniera omogenea anche se nel periodo Angioino
furono concessi molti privilegi ai suoi abitanti. In questo
periodo storico la comunità di Anacapri divenne l’insediamento
urbano principale proprio perché meno esposto ai saccheggi.
Durante
il periodo spagnolo, e più precisamente il 24 ottobre
1496 , Federico I di Napoli divise definitivamente i destini
delle comunità di Capri e di Anacapri. Le epidemie
di peste, e le invasioni dei pirati saraceni guidati da Kheir-ed-Din
detto barbarossa o dall’ammiraglio Dragut che distrussero
più volte i centri abitati dell’isola resero
molto perigliosa la vita dei capresi condizionandone la crescita
demografica.
Solo quando i francesi conquistarono i paesi del nord Africa,
dove i pirati avevano le loro basi , l’isola potè
godere di un lungo periodo di tranquillità ed addirittura
ricevere il primo turista , Jean Jacques Bouchard, che nel
suo diario annotò molte utili informazioni sulla Capri
dell’epoca.
Anche i borboni apprezzarono la bellezza dell’isola
e Ferdinando IV ne istituì una sua riserva di caccia.
Prima di conquistare la meritata serenità l’isola
fu oggetto di scontro nel periodo napoleonico tra gli
inglesi che la trasformarono in una fortezza sul mare ed i
francesi di Gioacchino Murat.
Con
l’ottocento Capri acquista una nuova veste e diventa
meta privilegiata di viaggiatori importanti, poeti, scrittori
e pittori.
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Teresa Gagliardi
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